Il Fatto Quotidiano – Blog
Umberto Rapetto
Lavoro & Precari – 24 Ottobre 2019

La notizia che centinaia di multinazionali americane selezionano il personale da assumere attraverso una “app” fa rabbrividire. Non sorprende, però, chi questo tema lo segue da tempo (e sa che è prassi ad esempio in Ikea e in Amazon) e ha semplicemente avuto modo di scorrazzare sul sito web dell’azienda produttrice di questa impressionante soluzione.La rivelazione del Washington Post fa riferimento al “programmino” (si fa per dire) realizzato da HireVue che consente di valutare un candidato analizzando i movimenti facciali, la voce o la terminologia utilizzata durante la conversazione. L’attendibilità del metodo non è certificata sotto il profilo scientifico, ma il sistema risulta comodo per chi si trova a duellare con una platea sterminata di aspiranti a un numero limitato di posti di lavoro. La scrematura preliminare e l’individuazione degli idonei avverrebbe esclusivamente grazie a un procedimento guidato dall’intelligenza artificiale…continua

 


E’ inevitabile che nel progresso delle tecnologie dobbiamo inserire anche i rischi di cadere oltre che nel banale anche nei rischi giuridici. Che l’intelligenza artificiale possa aiutare anche il compito gravoso di ricerca e selezione di profili professionali è possibile ma che questo metodo, se esasperato nei suoi criteri di catalogazione, sia infallibile e utile ho qualche riserva.
Difficile assumere un atteggiamento spontaneo davanti ad una macchina e soprattutto ci sono troppe variabili che possono portare ad errori di valutazione, che purtroppo avvengono anche nei colloqui tradizionali.
Il metodo non può essere standardizzato ed occorre una sensibilità che non appartiene alle macchine. Da non sottovalutare che nella valutazione di un profilo occorre anche considerare le capacità di inserimento in un ambiente che molto spesso ha delle criticità non catalogabili e delle variabili che non sono riconducibili alla misurazione di alcune caratteristiche individuali, come l’adattamento, la forza di volontà, l’orientamento ai risultati etc., misurabili sì, ma condizionati,ripeto, da un ambiente in evoluzione e immerso in un contesto sociale che sta diventando abbastanza difficile.
Auguri a questi sostenitori dall’intelligenza artificiale e del riconducibile tutto ad un logaritmo. Sarà sempre più un mondo difficile e quindi sempre più di attualità “mala tempora currunt

 

 

 

 

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