Il Sole 24 Ore – Management
Le HR del futuro
Preparatevi a incontrare i robot che selezionano il personale – di Leslie Hook 12 gennaio 2018

Quando presentate domanda per un nuovo posto di lavoro, a rivolgervi le prime domande per la scrematura iniziale dei candidati in futuro potrebbe essere l’algoritmo di un computer, invece di una persona in carne e ossa. Questa, per lo meno, è la speranza di Eyal Grayevsky, la cui azienda Mya Systems usa l’intelligenza artificiale e un chatbot denominato Mya per aiutare i selezionatori a scegliere tra un gran numero di candidati i lavoratori destinati a occupare posizioni di lavoro retribuite su base oraria.«Quando un candidato presenta domanda per un posto di lavoro, Mya si presenta e lo coinvolge in una chiacchierata» spiega. Il chatbot rivolge alcune domande preliminari per vedere se il candidato è qualificato per una data posizione: «Può lavorare la sera?», «Le va bene la fascia di stipendio prevista?», «Ha esperienza con il carrello elevatore a forca?», «Quando potrebbe cominciare a lavorare?». Se il candidato appare adatto al posto di lavoro, Mya fissa un colloquio. Grayvesky assicura che, anche se essere intervistati da un computer può sembrare deprimente, è sempre meglio che non ricevere riscontro alcuno, come accade il più delle volte che si presenta domanda per un posto di lavoro.L’idea di aprire questa azienda gli è venuta dall’ esperienza diretta che ebbe lui stesso quando, terminati gli studi universitari, si è messo alla ricerca di un posto di lavoro. Si è candidato a quaranta posti di lavoro, ma soltanto in due casi ha ottenuto un riscontro. Egli calcola che negli Stati Uniti circa l’85 per cento delle domande presentate per un posto di lavoro cada in una sorta di “buco nero” e non si riceva mai una risposta. I selezionatori del personale devono gestire un flusso enorme di curricula, molto più grande che in passato. Questo in parte è dovuto al fatto che si cambia posto di lavoro più spesso, e in parte al fatto che Internet facilita molto le cose a chi desidera cambiare le modalità con le quali presentare domanda per più posti di lavoro alla volta. La marea di curricula è particolarmente enorme per i posti di lavoro a retribuzione oraria, per esempio nei magazzini o nei negozi al dettaglio, dove un’azienda può aver bisogno di assumere centinaia o perfino migliaia di lavoratori prima di una stagione particolarmente attiva…continua


Senza dubbio l’impiego dell’intelligenza artificiale può rivelarsi utile per procedere ad una prima scrematura di candidature per posizioni di lavoro retribuite su base oraria e dove la prima valutazione è affidata a considerare se la figura possiede competenze quali l’utilizzo di specifiche attrezzature, disponibilità a turni o affini. Tuttavia, non appena si amplia la base di valutazione (specializzazione, responsabilità, ambiente di lavoro, colleghi etc.), l’intervento di un hr è a mio avviso determinante. L’Hr deve possedere competenze trasversali, deve essere in grado di valutare, al di là della corrispondenza o meno delle competenze richieste, in che misura la figura può adattarsi ad uno specifico contesto oppure, quando non sia in possesso di tutti gli elementi, con quali modalità possa eventualmente ottimizzare le proprie potenzialità che gli consentirebbero di ricoprire il ruolo e se l’azienda può fornirgli il supporto necessario. Non appena si procede ad una contestualizzazione o ad una valutazione di aspetti connessi alla personalità intervengono fattori differenti. Spesso si operano scelte in direzione di figure meno skillate rispetto al target, ma più funzionali agli obiettivi di un’organizzazione o alla struttura attuale e alla popolazione aziendale. Lo stesso dicasi per gli junior, a parità di esperienza, emergono già nel colloquio, gli elementi che ci permetteranno di orientare la nostra scelta. Altrettanto convengo con quanto scritto nell’articolo, che spesso una valutazione può essere inficiata da una componente pregiudiziale. La formazione interna, anche degli hr, può aiutare in tal senso,  consentendo di valutare nuove prospettive, di allinearsi a mutate esigenze interne ed esterne, di coinvolgere sugli obiettivi che la direzione si pone, di superare degli stereotipi. Ciascuna scelta, a mio parere, è legittima se funzionale ad un obiettivo, ma la diversificazione è importante.Più strumenti ci consentono non solo una visione più ampia, ma anche la possibilità di beneficiare di maggiori risultati.

 

 

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