Il Sole 24 Ore – lavoro ed esperienza
Over 50: e se per una volta li vedessimo come un valore aggiunto? –di Francesca Contardi * 23 novembre 2017

Mai come in questo periodo mi trovo a valutare profili di persone molto vicine ai 50 anni. E mai come in questo periodo mi sto soffermando su una domanda molto specifica: se dobbiamo lavorare fino ai 70 anni, se quindi queste persone hanno ancora 20 di lavoro davanti a loro e se, però, le aziende faticano a considerare candidati non più giovanissimi, che fine farà tutta questa forza lavoro nei prossimi anni?Un volta, a chi era vicino ai 50 anni si diceva: «manca poco alla pensione»; oggi, invece, ne mancano ancora 20. Se va bene. Quasi un’altra vita intera. E oggettivamente non sono molte le società disposte ad investire risorse in un simpatico e preparatissimo candidato con oltre 25 anni di esperienza alle spalle. Nelle job description non ho mai letto «almeno 20 di esperienza nel settore». E devo ammettere che, sebbene mi occupi di selezione da oltre 20 anni, sembrerebbe strano anche a me. Eppure forse dovremmo imparare a farci l’abitudine. Perché in giro c’è tanta gente competente che di anni di lavoro ne ha almeno 20 e che davanti a sé ne ha altrettanti. Dobbiamo imparare, per forza di cose, a fare di più per questa categoria. Anche per responsabilità sociale.Spesso sono degli ottimi manager che possono diventare degli ottimi imprenditori. Conoscono il mercato e hanno la “fatidica” esperienza…continua


E’ sempre più difficile collocare figure che, a torto, si ritengono “fuori mercato”, le cui competenze sono consolidate e, spesso, anche per questo, si ritiene possano adattarsi in misura minore a nuovi contesti e – diciamolo – il cui costo, altrettanto, in molti casi, rappresenta un ulteriore ostacolo alla valutazione. Tuttavia – come sostiene la stessa autrice dell’articolo – basterebbe pensare a nuove modalità di inserimento o di gestione organizzativa interna che, non solo vanno in direzione di un modo nuovo di pensare l’impresa, ma che consentirebbero di ottimizzare al meglio le risorse in campo – si tratti di junior e di senior -. L’inserimento di figure “over” dovrebbe essere oggi visto come un’opportunità, anche per ripensare all’azienda in un’ottica nuova, se è vero che si desidera “mantenere il passo con i tempi” e non si vuole perdere di vista la necessità che oggi si impone più che mai, quella di innovarsi e di cercare nuove soluzioni.

 

 

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