Il Sole 24 Ore Management
Essere incompiuti, un’opportunità per la realizzazione del sé – di Veronica Giovale 

Molte volte mi sono domandata da cosa fossero realmente mosse le persone nel momento in cui si sono trovate ad affrontare una determinata scelta e in base a quale criterio la compissero. Scegliamo per dovere, per convenzione, per abitudine, seguendo regole, principi, prassi, convinzioni, assecondando il piacere, per necessità, per paura, per emozione, per razionalità. L’elenco, volutamente disordinato, potrebbe continuare ma crescendo sono riuscita a mettere a fuoco il punto. Alla base di tutto si trova la motivazione.L’essere umano è un sistema complesso, in costante relazione con il mondo che lo circonda, in cui uomo e ambiente si influenzano reciprocamente. Esiste una corresponsabilità di sviluppo e di mantenimento della motivazione che spetta sia alla singola persona (motivazione intrinseca), sia all’ambiente in cui la persona interagisce. Quando parlo di ambiente mi riferisco ad esempio alla famiglia, alla scuola, alla società, alle istituzioni, all’azienda o ad una squadra sportiva. La motivazione è strettamente legata al senso di autoefficacia e all’autostima, quindi alla realizzazione del sé. È importante che ciascun individuo agisca attingendo alla motivazione intrinseca, ma ricercando un ambiente pronto a riconoscere e sostenere la propria motivazione. In mancanza di questo riconoscimento, la realizzazione del sé è fortemente minacciata.Come riconosciamo ciò che ci motiva? Un buon modo per iniziare potrebbe essere quello di sperimentare ciò che ci piace. Così facendo, si attivano emozioni positive che hanno una ricaduta sul nostro benessere psicofisico. Il piacere è la forza creativa della vita e si traduce nella capacità di dare molteplici risposte alle variabili che si presentano nel quotidiano. A questo proposito, Alexander Lowen ha scritto un interessante libro: «Il Piacere, un approccio creativo alla vita». Una volta trovato quello che ci piace (i bambini hanno inconsapevolmente molto da suggerirci) ha inizio la fase di apprendimento nella quale saremo a stretto contatto con la sensazione «dell’incapacità di fare bene», a cui seguirà il senso di frustrazione e di inadeguatezza che culminerà nel tentativo di abbandono del piacere appena intrapreso…continua

 


Se la motivazione già di per sè è essenziale per intraprendere qualsiasi tipo di attività, assume una valenza ancora maggiore se valutata all’interno di un ambiente di lavoro, che si tratti del singolo, di un gruppo di lavoro o di una categoria professionale. Essa può essere alimentata da differenti elementi, subordinati alle aspettative di ciascuno e alle caratteristiche dell’azienda. E’ compito di un buon manager valutare in che misura contesto e ruolo soddisfino la persona e in che termini possano determinarne senso di appartenenza, fidelizzazione, identificazione in termini valoriali. Motivazione e consapevolezza spesso vanno “a braccetto” e possono essere migliorate soltanto nel confronto diretto e costante con il gruppo.

 

 

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